La cellulite, colpisce un gran numero di donne, star comprese ed è disturbo multifattoriale che implica meccanismi infiammatori legati alle alterazioni del metabolismo cellulare e, quindi, che la sua cura richiede un approccio specifico e ben pianificato, con appositi test per monitorarne i progressi.

Tramite la termografia a contatto, infatti, è possibile monitorare la condizione della cellulite, seduta dopo seduta: un modo per dimostrare in moto tangibile, al cliente, i reali effetti del trattamento a cui si sta sottoponendo.

La termografia a contatto è un esame non invasivo che si basa sull’utilizzo di lastre a cristalli liquidi microincapsulati: basterà appoggiare la lastra sul corpo per rilevare la temperatura cutanea (che riflette ciò che accade nei tessuti sottostanti) e pertanto evidenziare, tramite immagini a colori, la presenza o meno dei tipici segni della cellulite.

 

Ecco 5 consigli che possono aiutare a migliorare la condizione della pelle a buccia di arancia:

  1. Limitare il sale: non solo quello che aggiungete alle varie pietanze ma anche quello “nascosto” che si trova in prodotti in scatola, affettati, formaggi, merendine, patatine, ecc.
  2. Fondamentale idratare il corpo e bere molta acqua: le acque non sono tutte uguali, sceglietene una con un residuo fisso basso che aiuta contro la ritenzione idrica. Durante la stagione estiva, bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
  3. La cellulite colpisce tutte, anche le donne magre, ma indubbiamente è più facile che si creino inestetismi nella zona glutei e cosce nelle persone con qualche chilo di troppo, per questo è importantissimo mantenere sempre il peso forma.
  4. L’attività fisica migliora la circolazione ed il metabolismo lipidico, dando un contributo importante sia in caso di cura che in caso di prevenzione della cellulite. Molto utili esercizi come camminata in acqua o squat, meglio evitare esercizi con salti frequenti: non aiutano la circolazione.
  5. Fumo ed alcool sono fattori che aggravano notevolmente il problema: il fumo influisce negativamente sulla corretta ossigenazione dei tessuti mentre l’alcool porta a vasodilatazione e, di conseguenza, ad una maggiore facilitazione di inibizione edematosa ovvero accumulo di liquidi negli spazi interstiziali dell’organismo.