Siamo ormai arrivati agli sgoccioli delle festività natalizie, pertanto, è ora di fare i conti con i chili di troppo presi nel corso di cenoni e pranzi conviviali.

I chili presi in questi giorni non sono preoccupanti se si è in grado di riprendere subito il ritmo giusto con una sana alimentazione e con l’attività fisica. Quello verso cui dobbiamo correre ai ripari sono gli accumuli di grasso, come le adiposità addominali, che persistono e che abbiamo difficoltà a eliminare (anche da prima degli eccessi natalizi).

Ma andiamo con ordine: cos’è l’adiposità addominale?

Parliamo di un accumulo di tessuto adiposo che va a depositarsi lungo i fianchi (le famose maniglie dell’amore) e nella zona addominale e che, se non trattato, oltre all’effetto antiestetico rappresenta un fattore di aumentato rischio per malattie cardiovascolari, ictus e diabete.

Principalmente, questo problema è dovuto ad un’errata dieta protratta nel corso del tempo e non connessa ai pranzi ed alle cene sotto le feste, abbinata ad uno stile di vita non sano ed a scarsa attività fisica, tutti fattori che, se trascurati, aggravano ulteriormente la condizione.

Un problema estetico e funzionale, che colpisce una buona fetta della popolazione, siano essi uomini o donne, indistintamente dalla loro età.

L’approccio per risolvere il problema deve essere multidisciplinare e richiede l’intervento del nutrizionista in abbinamento a trattamenti estetici o medico estetici (a seconda della condizione di partenza).

In tutti i casi, suggeriamo di partire sempre da un’analisi dell’adiposità localizza mediante l’utilizzo di termografia a contatto, una speciale tecnologia, basata sull’utilizzo di lastre a cristalli liquidi microincapsulati, che permette di identificare gli strati di grasso sottocutaneo mostrandoli tramite immagini a colori ad alta risoluzione: in questo modo, è possibile distinguere l’adiposità morbida da quella indurita per impostare il trattamento più corretto.

Trattandosi di un esame non invasivo e privo di controindicazioni, è possibile effettuarlo più volte nel corso del tempo per visualizzare tutti i progressi del trattamento.

Una volta effettuata questa analisi e stabilito la corretta dieta con la nutrizionista, è possibile passare a trattamenti come: criolipolisi (basata sull’utilizzo del freddo), laserlipolisi (utilizza uno speciale laser che va ad agire in profondità colpendo le cellule adipose) e cavitazione ultrasonica (tramite gli ultrasuoni, va ad irrorare i tessuti adiposi mandandoli in apoptosi): tutti protocolli efficaci e poco invasivi che permettono, sin da subito, il ritorno alle normali attività di tutti i giorni.

Per tutti e tre, è caldamente consigliata una corretta idratazione per il periodo successivo, in modo da favorire lo smaltimento di tutte le tossine accumulate.