Come abbiamo avuto modo di vedere nei nostri precedenti articoli, la cellulite può essere classificata in 3 stadi (con gravità crescente): edematosa, fibrosa e sclerotica.

Quando si raggiunge lo stadio sclerotico, iniziano ad esserci grosse ripercussioni estetiche e fisiologiche: la pelle si presenta flaccida e con un vistoso inestetismo a buccia d’arancia, i tessuti risultano fibrosi e caratterizzati da noduli e, nei casi più gravi, inizia ad essere presente anche dolore al tatto.

Cosa possiamo fare in questi casi più ostinati?

Prima di tutto, è necessario partire da una corretta analisi della cellulite: in questo modo potremo avere un’idea chiara della situazione per agire nel modo più appropriato.

Come farla? Mediante termografia a contatto, una tecnologia interamente Made in Italy che utilizza delle speciali lastre a cristalli liquidi microincapsulati da appoggiare sulla zona da analizzare: in pochi secondi si comporrà un’immagine a colori, ad alta risoluzione, che rifletterà la situazione dei tessuti sottostanti.

La termografia a contatto è in grado di rilevare minime condizioni di cellulite (anche quando non ancora visibili ad occhio nudo o riscontrabili alla palpazione) permettendo di agire in ottica preventiva prima che inizino a manifestarsi i primi inestetismi.

Parliamo di un esame totalmente privo di controindicazioni, non invasivo e non doloroso, che può essere effettuato da chiunque in totale tranquillità: per questo è ottimo anche per tenere traccia dei progressi raggiunti dopo ogni trattamento.

In caso di cellulite sclerotica, può essere necessario anche un approccio medico: per questo, oggi, vi parleremo di infiltrazioni microcutanee a base di enzimi ed acido ialuronico, un trattamento di medicina estetica in grado di attaccare le adiposità localizzate, riducendo significativamente l’inestetismo di pelle a buccia d’arancia.

In questo modo sarà possibile migliorare il tono della pelle e, al tempo stesso, svolgere una vera e propria azione antinfiammatoria.

Questo mix di enzimi va anche a migliorare la circolazione e l’ossigenazione dei tessuti.

Un trattamento non invasivo che permette di tornare subito alle normali attività quotidiane.

Prima di sottoporsi a queste microinfiltrazioni è necessaria un’approfondita visita con il medico estetico in modo da valutare sia la condizione della cellulite che il tipo di enzimi più idoneo caso per caso.